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L’Inn selvaggio: le golene di Bever

Journal · Natura

L’Inn selvaggio: le golene di Bever

23 settembre 2026 · aggiornato settembre 2026 · 6 min di lettura · di Chesa Michel

Per cento anni l’Inn presso Bever è stato costretto tra gli argini. Dal 2020 può di nuovo spostarsi – e uccelli rari, castori e lontre sono tornati. La storia di una delle grandi rivitalizzazioni fluviali della Svizzera e i percorsi più belli per attraversarla.

Indice · 9 capitoli

Golene dell’Inn a Bever

Rivitalizzate
2012–2013 e 2017–2020, poco più di 2 km
Larghezza del fiume
prima 15 m, oggi in media circa 90 m
L’ospite più raro
piro piro piccolo: da 1–2 a 10 coppie nidificanti
Percorso ad anello
Gravatscha–golene dell’Inn, 3 km, 45 min
Nidificazione
da metà aprile a fine luglio: restare sui sentieri

Un fiume che può di nuovo spostarsi

Chi dalla Chesa Michel passeggia verso il fondovalle si trova presto davanti a un fiume diverso dalla maggior parte dei fiumi svizzeri: largo, con banchi di ghiaia, bracci laterali e isole che dopo ogni piena si ritrovano in un altro punto. L’Inn tra Bever e La Punt è una delle grandi rivitalizzazioni fluviali del Paese. Il Comune chiama Bever la «Porta sul mondo delle golene».

Cento anni di argini

Intorno al 1850 Bever decise di canalizzare l’Inn – per proteggere pascoli e prati presso Sur Ent e Isellas, oltre al ponte. Piccoli terrapieni di drenaggio di quell’epoca si vedono ancora oggi tra il ponte di Isellas e il lago di Gravatscha. Il fiume però non era domato: la cronaca registra inondazioni e rotture degli argini nel 1885 e nel 1888, nel 1900, 1920, 1926, 1927 e 1940. Gli anni Cinquanta sono entrati nella storia del paese come il decennio delle inondazioni, con piene nel 1951, 1954, 1955, 1956 e 1957. La peggiore fu quella dell’agosto 1954: dopo grandi rotture degli argini, fango, sabbia e ghiaia coprivano i prati; il paese stesso fu risparmiato. In seguito l’Inn fu costretto in un letto stretto e rettilineo.

L’idea: spazio anziché cemento

Quando i vecchi argini dovevano essere risanati, una semplice riparazione sarebbe costata circa CHF 700 000. Il Comune decise diversamente. Il modello fu lo spostamento del Flaz presso Samedan, realizzato dal 2002 al 2004. Nel 2007 il municipio commissionò uno studio, poi si procedette in due tappe:

TappaPeriodoEntità
1ª tappa, riva sinistradalla primavera 2012 all’autunno 2013circa 660 m, circa CHF 2,4 mio.
2ª tappa, riva destrada giugno 2017 all’estate 2020da circa 1,5 a 1,7 km, circa CHF 9 mio.

In totale sono stati demoliti 2,2 km di argini lungo l’Inn e 150 m lungo il Beverin. Oggi il letto del fiume è largo in media circa 90 m invece di 15 m, nella prima tappa in alcuni punti fino a 200 m. Gli argini potevano essere smantellati solo tra settembre e novembre, al di fuori del periodo delle piene. La parte maggiore è stata pagata da Confederazione e Cantone, con il contributo di Pro Natura, del Fondo Svizzero per il Paesaggio, del fondo naturemade star dell’ewz e della Fondazione Ernst Göhner. Il sindaco Fadri Guidon, tra l’altro, cedette circa 100 m² di terreno proprio – che oggi si trovano in mezzo al fiume.

Il fiume fa quello che vuole

Era proprio questa l’intenzione, e l’Inn l’ha presa alla lettera. Già nella prima estate dopo la prima tappa aprì una breccia in un terrapieno. Nel settembre 2015 sfondò in grande e si creò un nuovo braccio laterale. Nel giugno 2019 una piena riempì per la prima volta il nuovo letto della seconda tappa, e la piena di fine agosto 2020 rimodellò di nuovo il paesaggio. Il Comune parla di un «paesaggio che non è mai finito». Nel settembre 2020 l’area è stata aperta ai visitatori.

Il Beverin ai margini del paese di Bever in estate

Chi vive qui

Oggi le golene dell’Inn sono uno degli habitat più importanti per gli uccelli che nidificano sui banchi di ghiaia aperti:

  • Piro piro piccolo: in tutta la Svizzera ci sono solo circa 100 coppie, la specie è considerata fortemente minacciata – e circa un quinto della popolazione svizzera vive lungo l’Inn. Prima della seconda tappa nel tratto nidificavano una o due coppie, dopo dieci, anche nel 2022 e nel 2023. Nell’estate 2017, a monte del ponte di Isellas, i giovani hanno spiccato il volo per la prima volta dopo molto tempo.
  • Corriere piccolo: almeno due coppie nidificanti. Non costruisce un nido, ma depone le uova tra i sassi – per questo è così importante non calpestare i banchi di ghiaia in primavera.
  • Merlo acquaiolo: facile da osservare mentre si tuffa in acqua dalla riva.
  • I castori si sono stabiliti qui; tra Samedan e Bever delle reti proteggono gli alberi. Lungo il fiume vivono anche diverse coppie di lontre.
  • Pesci: il temolo è una specie bersaglio della rivitalizzazione; ha bisogno di acqua che non superi i 15 °C. A questo si aggiunge la trota fario. Passaggi percorribili dai pesci collegano i nuovi specchi d’acqua interni con l’Inn.
  • Marasso: l’unico serpente dell’Alta Engadina viveva nelle fessure dei vecchi argini. È stato trasferito altrove e ha ricevuto nuovi cumuli di sassi.

La Stazione ornitologica svizzera di Sempach osserva l’area dal 2008. Nel 2022 ha contato in quattro mesi estivi 13 500 visitatori – in media 100 al giorno, nelle belle giornate di vacanza oltre 200. Più del 95 % è rimasto sui sentieri.

Piro piro piccolo su un sasso vicino all’acqua

Percorsi ad anello nelle golene

  • Escursione ad anello Gravatscha–golene dell’Inn: circa 3 km, circa 45 minuti, praticamente pianeggiante, adatta ai passeggini. Partenza e arrivo al parcheggio Isellas, dove un pannello informativo spiega il progetto; lungo il percorso ci sono posti per grigliare. Itinerario: Isellas – Lej Gravatscha – Camping Gravatscha – Isellas.
  • Percorso ad anello digitale dalla stazione di Bever: 7,2 km, circa due ore. Nella bacheca della stazione scansionate un codice QR; il telefono vi guida con il GPS attraverso le golene. Vale la pena portare un binocolo.
  • In inverno una pista di sci di fondo porta dalla Promulins Arena di Samedan attraverso Gravatscha e le golene dell’Inn fino a Bever (7,6 km). Di più sulle piste nell’articolo Paradiso dello sci di fondo davanti a casa: la Val Bever.

Visite guidate: In estate il Comune propone di solito visite guidate gratuite delle golene (circa un’ora e mezza, senza iscrizione). Le date si trovano presso la Tourist Information di Bever e nel calendario eventi di Engadin Turismo. Per le classi scolastiche la Tourist Information di Bever mette a disposizione uno zaino da esploratore.

Il comportamento giusto durante la nidificazione

Da metà aprile a fine luglio gli uccelli che nidificano sulla ghiaia covano. Per questo periodo la Stazione ornitologica svizzera raccomanda di restare sui sentieri degli argini e di tenere i cani al guinzaglio; fate attenzione anche ai cartelli sul posto. Una sola passeggiata su un banco di ghiaia può distruggere una covata che tra i sassi non si vede nemmeno. Chi osserva con il binocolo dall’argine vede di più – e non disturba.

Il Beverin: una perla d’acqua davanti alla porta

In paese il Beverin sfocia nell’Inn. Arriva dalla Val Bever e il 25 giugno 2021 è stato il primo corso d’acqua in assoluto a ricevere il marchio «Gewässerperle PLUS» – 13,5 km di torrente selvaggio in gran parte privo di opere di arginatura. Lungo il Beverin corre anche il sentiero invernale per Spinas; di più nell’articolo Escursioni invernali e con le racchette da neve da Bever.

Che cosa succede ora

Tra Bever e La Punt è prevista una terza tappa – circa CHF 52 milioni, abbinata a una circonvallazione e allo spostamento della linea ferroviaria. Al termine di tutti i progetti, in Alta Engadina dovrebbero essere rivitalizzati circa 17 km di fiume. E già oggi la golena di Bever è uno dei luoghi in cui si vede che cosa fa un fiume quando lo si lascia fare.

Bever con il campanile, visto dal fondovalle

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Risposte rapide

Domande frequenti

Che cosa sono le golene dell’Inn a Bever?
Un paesaggio fluviale rinaturalizzato lungo l’Inn tra Bever e La Punt. Su poco più di due chilometri, tra il 2012 e il 2020, i vecchi argini sono stati demoliti; invece di 15 metri il fiume è oggi largo in media circa 90 metri e può spostare da sé il proprio letto.
Quali animali vivono nelle golene dell’Inn?
Rari uccelli che nidificano sulla ghiaia, come il piro piro piccolo, fortemente minacciato in Svizzera, e il corriere piccolo. Inoltre merlo acquaiolo, temolo e trota fario, castori e diverse coppie di lontre. Il marasso, che viveva nei vecchi argini, è stato trasferito altrove.
Ci sono visite guidate nelle golene dell’Inn?
Sì. Nel 2026 il Comune di Bever ha proposto visite guidate gratuite, l’ultima il 29 settembre alle 17.30, ritrovo al parcheggio Isellas, durata circa un’ora e mezza, senza iscrizione. Le date per il 2027 vengono pubblicate dal Comune sul suo sito web.
Quanto è lungo il percorso ad anello attraverso le golene?
L’escursione ad anello Gravatscha–golene dell’Inn dal parcheggio Isellas misura circa 3 km e dura circa 45 minuti, adatta ai passeggini. Il percorso ad anello digitale dalla stazione di Bever è lungo 7,2 km e dura circa due ore.
Si può andare nelle golene dell’Inn con il cane?
Sì, sui sentieri. Durante il periodo di nidificazione degli uccelli, all’incirca da metà aprile a fine luglio, i cani dovrebbero stare al guinzaglio e tutti i visitatori sui sentieri degli argini – così raccomanda la Stazione ornitologica svizzera. Fate attenzione ai cartelli sul posto.
Quanto è costata la rivitalizzazione?
Le due tappe sono costate insieme circa undici milioni di franchi. La parte maggiore è stata sostenuta da Confederazione e Cantone, con il contributo di Pro Natura, del Fondo Svizzero per il Paesaggio, del fondo naturemade star dell’ewz e della Fondazione Ernst Göhner.
La Chesa Michel a Bever

Chesa Michel · Bever

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Otto appartamenti e monolocali in una casa engadinese del 1786, nel centro del paese di Bever – la stazione è a quattro minuti a piedi.